Tra Saviano, Di Maio e le ONG, manca l’Europa

Sgomberiamo subito il campo da facili incomprensioni: non sono uno di quelli che odia Saviano e pensa che faccia la bella vita coi soldi nostri o la vittima per vendere copie; allo stesso tempo non sono un anti grillino di professione, dunque non appartengo a quella frangia ipocrita di Paese che non riconosce l’importanza di un’opposizione – finora – libera  e utile come è appunto quella capeggiata da Beppe Grillo, nonostante tutti i limiti del caso (ma il panorama politico è così desolante da rendere i difetti di Grillo e i limiti dei grillini la loro forza). Ciò detto, la bufera sulle ONG che ha visto protagonisti l’autore di Gomorra e il vice presidente della Camera è brutta da qualsiasi angolazione la si guardi. Da un lato abbiamo Di Maio che, anche in virtù di un tornaconto elettorale abbastanza palese, ha ripreso la tesi di un Pm siciliano secondo cui alcune Organizzazioni non Governative sarebbero in realtà vicine a una rete criminale intenta a lucrare sull’immigrazione e, addirittura, a destabilizzare l’economia italiana ed europea attraverso l’importazione di mano d’opera a basso costo. Una tesi non originale che è al centro di molte discussioni, anche negli stessi salotti tv che oggi tanto si scandalizzano. Nessuna presa di posizione ma semplice constatazione, la mia. Dall’altra parte c’è Saviano e un mondo che, francamente, ha un po’ stancato. Ripeto: trovo il ruolo di Roberto Saviano all’interno del dibattito pubblico italiano fondamentale. E’ l’unico che riesce un po’ a smuovere le acque quando c’è da parlare di meridione e di rapporti tra politica e criminalità organizzata. Ed è proprio per questo che avrei gradito un’altra reazione da parte sua (tralascio, ovviamente, la polemica “taxi” all’interno del rapporto Frontex).

Il punto è che in questi casi, quando si parla di immigrazione, si comporta, con tesi ovviamente opposte, come si comportano i vari Salvini e Meloni. Non si muove dalle sue posizioni – che in parte condivido – così come fa Salvini quando parla di invasione, ruspe e forche. E questo non è affatto un bene perché il problema dell’immigrazione, al di là della propaganda bipartisan, è serio e incredibilmente complicato. I flussi non si possono arrestare. Anche se queste ONG non andassero a ridosso delle coste libiche, le navi partirebbero comunque. Non stiamo parlando di mamme che manderebbero più volentieri i loro figli a scuola da soli perché rassicurate dalla presenza di un vigile di quartiere, bensì di criminali senza scrupoli che ammassano in carrette del mare centinaia e centinaia di persone dietro un corrispettivo in denaro. Chi fa questo ragionamento è chiaramente in malafede perché sa benissimo che oggi, con una situazione geopolitica così instabile, i disperati sono dappertutto e a tutto sono disposti per tentare di crearsi un futuro decente, nemmeno migliore visto che non sono rari i casi di uomini e donne laureati che prima di perdere tutto conducevano vite più che soddisfacenti.

Rimane però un fatto: i migranti sono un business importante per le organizzazioni criminali italiane e non solo. Spesso i centri in cui vengono ammassati (e vorrei che si parlasse soprattutto di questo) sono gestiti in modo non proprio trasparente, come ad esempio il Cara di Isola Capo Rizzuto protagonista di numerose inchieste giornalistiche. E ancora: le ONG esistono in maniera così massiccia perché c’è l’assenza dello Stato, in questo caso degli stati, dunque dell’Europa. Sarebbe bene che si parlasse di questo anziché applaudire – nonostante i meriti reali – le ONG che sopperiscono alle mancanze europee. Supportiamole, d’accordo. Ma facciamo in modo che non siano più necessarie. Saviano, che è una voce riconosciuta a livello internazionale, oltre a difendere le ONG potrebbe e, direi anche, dovrebbe, sfruttare queste occasioni per stimolare il dibattito e dunque le istituzioni italiane ed europee affinché ci siano gli strumenti necessari per una gestione totalmente condivisa del problema: dallo sbarco al sostentamento, fino all’eventuale espulsione. E dunque pressare e dibattere affinché i trattati vengano rivisti così da permettere la libera circolazione. E’ questo, secondo me, il merito indiretto di Zuccaro: sarà stato magari poco cauto nell’esporre tesi non ancora supportate da indagini ufficiali ma ha smosso le acque. Che poi la politica ne faccia strumento elettorale è una verità inevitabile.

Il punto è che oggi, in tutta Europa, ci siamo ridotti a due terribili fazioni: da una parte c’è chi – come Le Pen e Salvini – attacca i migranti (proponendo di lasciarli in mare), le ONG e chiunque provi a dare loro una mano; dall’altra c’è chi ne fa una mera questione etica, come appunto i Saviano, finendo per discostarsi dalla realtà e legittimare i movimenti opposti. Manca un sano pragmatismo statalista ed europeista (non è un ossimoro); manca chi, senza lasciare in mare nessuno, indichi una terza via fatta di misericordia laica e di coordinazione. Insomma, manca l’Europa che in Francia vince nonostante un attentato terroristico al mese ma che in Italia rischia seriamente una debacle totale. Perché è impossibile non vedere che allo stato attuale emergono soltanto due fattori: l’insicurezza dei cittadini e il business criminale che questa transumanza crea se lasciata in mano alle buone parole dei Saviano e all’odio senza costrutto dei Salvini.

di Antonio Belluomo Anello
il disfattista 

Annunci

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...