Evviva Marco Travaglio e tutti i suoi soldi

L’altro giorno ItaliaOggi ha pubblicato un presunto scoop sullo stipendio che Marco Travaglio prenderebbe a La7. Una cosa come 125.000 euro l’anno. Tale presunto scoop è stato ripreso con tono critico da tutti i giornali avversi a lui e al Fatto; mentre diversi opinionisti hanno mostrato perplessità sui social perché, calcoli alla mano, guadagnerebbe per le ospitate dalla Gruber circa 70€ al minuto. Parliamo di una tv privata, La7 (i cui introiti derivano totalmente dalla pubblicità), che ha deciso di mettere sotto contratto uno dei giornalisti più noti d’Italia la cui opinione, nel bene o nel male, fa discutere. Non certo un Mario Lavia qualunque, per intenderci.

Bene, ieri sera su Rai Uno, rete ammiraglia della tv di Stato, tal Bruno Vespa, uno dei giornalisti più noti e pagati di sempre, ha messo in scena l’ennesimo squallido teatrino con l’uomo più potente d’Italia, nonché capo di un partito che si aggira attorno al 13%, le cui responsabilità politiche e morali le continueremo a pagare per chissà quanti anni ancora. Ecco, l’Unità online (una spazzatura telematica fedele come un cane abbandonato a Matteo Renzi) non ha detto una parola, mentre gli opinionisti che ieri si scandalizzavano per i guadagni di Travaglio si sono limitati a fare ironia sul cagnolino. E niente più.

Ora: ci rendiamo conto che il csx italiano, così come si è trasformato, è alla stregua di Berlusconi il più grande male che questo Paese potesse ricevere in dono? Ci rendiamo conto del cortocircuito dell’informazione italiana, ancora china, dopo vent’anni, a un uomo decrepito come Berlusconi, i cui interessi continuano a bloccare questo ridicolo Paese?

Evidentemente no. Perché questo è il Paese che rivaluta tutto e tutti: da Craxi a Berlusconi, tutto il vecchio diventa sempre meglio del nuovo anche. A prescindere. Più che senza memoria, un Paese senza dignità. Senza coraggio. Senza orgoglio. Senza stabilità mentale. Oggi Berlusconi è – come sempre – il più grande alleato della sinistra e Marco Travaglio nient’altro che un pennivendolo, disfattista, esterofilo, nemico dell’Italia. Ma viva Travaglio invece, evviva tutti i suoi soldi. Evviva il Fatto Quotidiano, con tutti i suoi milleuno difetti, e al diavolo l’Unità (la nuova, sia chiaro) e tutti quei giornali e giornalisti – nazionali e locali – che non hanno mai scritto una riga contro il potere, preferendo le carezze dei padroni all’amore per la verità e per lo scontro libero da interessi politici.

Questo Paese si merita questo Paese. Si merita la retorica perbenista e l’ottimismo renziano che tanto piacciono ai salotti tv del nulla e del ridicolo. Gli stessi che in questo Paese dovrebbero fare opinione ma che si limitano a rimescolare le parole insignificanti di un dibattito politico distante anni luce dalla realtà. Quella vera.

di Antonio Belluomo Anello
il disfattista

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