Per me, ventiquattrenne senza tessera, i 5 Stelle sono l’unica scelta

Non rimasi affatto affascinato dal colpo grosso che misero a segno i grillini ormai circa cinque anni fa, quando di anni ne avevo 19 ed ero già senza un partito né un leader di riferimento e per l’Italia politica sembrava aprirsi un nuovo corso. Oggi meno di allora. Non mi fido, ma per me, ventiquattrenne senza tessera, sono l’unica scelta possibile. Astensione a parte, ovviamente (ma mai mi sono astenuto e mai mi asterrò dal dire la mia nell’urna).

Dei cinque stelle ne ho sempre parlato male riconoscendone però alcuni meriti: dalla coerenza iniziale che dimostravano ogni giorno (la cui assenza è, a mio avviso, il problema principale della politica contemporanea) all’importanza che hanno avuto in Parlamento in qualità di opposizione vera e non presunta. La coerenza poi è venuta meno col passare del tempo poiché è mutato, col tempo, l’animo del movimento, trasformatosi (inevitabilmente) in un partito vero e proprio (nonostante loro dicano il contrario). Dunque un altro linguaggio e, di fatto, un altro programma.

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Tra Saviano, Di Maio e le ONG, manca l’Europa

Sgomberiamo subito il campo da facili incomprensioni: non sono uno di quelli che odia Saviano e pensa che faccia la bella vita coi soldi nostri o la vittima per vendere copie; allo stesso tempo non sono un anti grillino di professione, dunque non appartengo a quella frangia ipocrita di Paese che non riconosce l’importanza di un’opposizione – finora – libera  e utile come è appunto quella capeggiata da Beppe Grillo, nonostante tutti i limiti del caso (ma il panorama politico è così desolante da rendere i difetti di Grillo e i limiti dei grillini la loro forza). Ciò detto, la bufera sulle ONG che ha visto protagonisti l’autore di Gomorra e il vice presidente della Camera è brutta da qualsiasi angolazione la si guardi. Da un lato abbiamo Di Maio che, anche in virtù di un tornaconto elettorale abbastanza palese, ha ripreso la tesi di un Pm siciliano secondo cui alcune Organizzazioni non Governative sarebbero in realtà vicine a una rete criminale intenta a lucrare sull’immigrazione e, addirittura, a destabilizzare l’economia italiana ed europea attraverso l’importazione di mano d’opera a basso costo. Una tesi non originale che è al centro di molte discussioni, anche negli stessi salotti tv che oggi tanto si scandalizzano. Nessuna presa di posizione ma semplice constatazione, la mia. Dall’altra parte c’è Saviano e un mondo che, francamente, ha un po’ stancato. Ripeto: trovo il ruolo di Roberto Saviano all’interno del dibattito pubblico italiano fondamentale. E’ l’unico che riesce un po’ a smuovere le acque quando c’è da parlare di meridione e di rapporti tra politica e criminalità organizzata. Ed è proprio per questo che avrei gradito un’altra reazione da parte sua (tralascio, ovviamente, la polemica “taxi” all’interno del rapporto Frontex).

Il punto è che in questi casi, quando si parla di immigrazione, si comporta, con tesi ovviamente opposte, come si comportano i vari Salvini e Meloni. Non si muove dalle sue posizioni – che in parte condivido – così come fa Salvini quando parla di invasione, ruspe e forche. E questo non è affatto un bene perché il problema dell’immigrazione, al di là della propaganda bipartisan, è serio e incredibilmente complicato. I flussi non si possono arrestare. Anche se queste ONG non andassero a ridosso delle coste libiche, le navi partirebbero comunque. Non stiamo parlando di mamme che manderebbero più volentieri i loro figli a scuola da soli perché rassicurate dalla presenza di un vigile di quartiere, bensì di criminali senza scrupoli che ammassano in carrette del mare centinaia e centinaia di persone dietro un corrispettivo in denaro. Chi fa questo ragionamento è chiaramente in malafede perché sa benissimo che oggi, con una situazione geopolitica così instabile, i disperati sono dappertutto e a tutto sono disposti per tentare di crearsi un futuro decente, nemmeno migliore visto che non sono rari i casi di uomini e donne laureati che prima di perdere tutto conducevano vite più che soddisfacenti. Continua a leggere “Tra Saviano, Di Maio e le ONG, manca l’Europa”