I ‘millennials” del Pd tramortiti dal populismo interno

Sul sito della nuova Unità renziana, ovverosia Il Foglio di Cerasa e Ferrara, che oggi rappresenta ciò che rappresentava ieri l’Unità di Gramsci per il PCI e i suoi eredi, campeggia l’ennesima intervista ai venti ‘millennials’ scelti da Renzi in persona tra le tre mozioni delle ultime primarie e finiti in direzione nazionale del Pd. Ad intervistarli, tramite email e facebook, è David Allegranti, anche lui ‘millennials’ e storica firma del quotidiano romano, ormai una sorta di house organ ufficioso del Partito Democratico (del resto l’Unità vendeva meno de L’Osservatore Romano e quindi forte la necessità di un altro giornale, che in edicola arranca comunque). Il titolo è eloquente quanto preoccupante, ma non stupisce affatto: ‘Macché Berlusconi. Per i ‘millennials’ di Renzi l’avversario è il M5S’. Beh, numeri alla mano, più che l’avversario, il M5S rappresenta un incubo per il Partito Democratico, oggi apparentemente in ripresa dopo le primarie (farsa) vinte da Renzi, ma che in realtà – come ci dice anche il netto calo di partecipazione, nonostante il voto fosse aperto a chiunque – hanno evidenziato il pessimo stato di salute di un partito incapace di reagire con la forza e il coraggio delle proprie idee, perché evidentemente non più appetibili agli occhi di chi credeva che una classe dirigente opaca, ombrosa e fallimentare potesse davvero essere spazzata via da gente nuova, credibile e responsabile. Così non è stato. I vecchi arnesi, soprattutto al sud, continuano a spadroneggiare nei loro feudi che tanto comodo fanno a Renzi in tempi di elezioni; i nuovi innesti in salsa boschian – martiniana si sono dimostrati essere per nulla autonomi e in odore di conflitto d’interessi di berluschiana memoria; e cosa più grave, hanno palesato la loro irresponsabilità più marchiana (dai «se perdo smetto con la politica» di Renzi, Boschi e Carbone – ancora lì, sulle poltrone che lo stesso Renzi oggi ‘combatte’ qualunquisticamente a colpi di post su facebook come se fosse nel 2012 ai tempi di “Adesso!” – all’impossibilità di avere una legge elettorale chiara che non lasci il Paese nell’ingovernabilità come è quasi certo che accada). Continua a leggere “I ‘millennials” del Pd tramortiti dal populismo interno”

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Salvini ha consacrato l’ignoranza della destra

Non si discute più in questo paese: si attacca. Né tantomeno si pensa ma si agisce per necessità come i primitivi. La riciclata politica di Salvini sta facendo uscire fuori tutti quei berlusconiani che per vent’anni si sono moderati, mangiandosi la lingua. Essere di destra oggi è sinonimo di ignoranza


La ventata di populismo, demagogia, qualunquismo e arroganza che ha travolto e sta travolgendo l’Italia in questo ultimo anno ha arricchito la figura politica di Matteo Salvini, che oggi appare, o meglio vorrebbe apparire e per certi aspetti ci riesce anche, come lo statista che l’Italia prima e la destra poi stavano aspettando dai tempi di Cavour. La sua straordinaria dote di attore, che lo porta ad encomiabili interpretazioni dell’italiano medio, sta ogni giorno di più regalando punti percentuali alla Lega, accrescendo la sua figura e distruggendo ogni qualsivoglia forma di discussione, confronto e analisi politica nel paese reale, portando la stessa ad essere vista ed interpretata come un gioco di toni e di ospitate. Il voto si sposta in base al numero di volte che Tizio va in tv rispetto a Caio di quell’altro partito.

Matteo Salvini rappresenta a pieno questa politica: è praticamente ovunque, riesce a farne anche tre di apparizioni al giorno e come se non bastasse, appena terminate in tv, le scarica e le posta sulla sua pagina facebook affinché si diffondano sul web.  E con non poco successo. Ad esempio il tanto discusso quanto non veritiero video delle due ragazze rom che ruberebbero 1000 euro al giorno è stato visto da oltre 11 milioni di persone. Undici milioni di italiani hanno visto Salvini ammonire (per usare un eufemismo) senza mezze misure una così barbara (pseudo) realtà. Oltre 250.000 utenti l’hanno condiviso. Il raggio di azione di quel video, la portata, ha superato la soglia dei 20 milioni. Un dato inquietante che va sempre più ad accrescere questa onda di populismo e dunque il suo consenso, alimentando odio e ignoranza in quantità industriale. Continua a leggere “Salvini ha consacrato l’ignoranza della destra”